“Seeking Alessandro”, ovvero le lunghe ore della Lavaredo Ultra Trail

Se pensi di leggere un resoconto di una gara di ultra running, dell’emozionante Ecstasy of Gold di Morricone, dell’incredibile alba alle tre cime di lavaredo e dell’arrivo trionfale in corso italia, puoi anche chiudere qui, perché io, la LUT non l’ho corsa.

Però, quando qualcuno mi domandava “dove sei l’ultimo week end di giugno?io rispondevo: “alla LUT”.

Il seguito della conversazione andava più o meno così:

– LUT che?

– dai la Lavaredo Ultra Trail, la gara di corsa.

– ah, ma la corri?

– no.

– e che vai a fare, ci lavori?

– no vado a fare assistenza a dei ragazzi che la corrono.

– ah.

 

“Seeking Alessandro”, ovvero le lunghe ore del Lavaredo Ultra Trail

Dopo aver fatto calcoli improbabili di arrivo degli atleti ad un determinato punto e quanto ci si metterà a raggiungerlo, montiamo in macchina, scendiamo e aspettiamo.

Il Coach guarda l’orologio: “mmm strano che Jimbrosini non sia insieme ai primi. Sarà mica partito con calma?

Il primo ristoro fila via veloce, tra schiamazzi, rapidi incontri e applausi. Stanno tutti bene. Qualcuno ci chiede “quanto sta avanti Alessandro?

Qualcun altro invece:

“ma gli altri dove sono?”

“sono passati di qui un quarto d’ora fa…”

 “dio caro che rabbiosi, sono partiti forte, vedranno…”

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Ale Locatelli parte alla caccia di Canetta

Al lago di misurina non si riesce a scendere dalla macchina da quanto fa freddo fuori. Colpi di sonno e paura di non beccare i ragazzi che cominciano ad arrivare ad intervalli più ampi.

Tommy “the geek” Bassa controlla gli orari di passaggio e menomale che sul sito viene fatto il calcolo di arrivo previsto perché vista l’ora tarda cominciamo a perdere ogni capacità di calcolo. Ci resta solo l’antica tecnica del calcolo a mano ma quelle è meglio lasciarle al caldo nelle tasche.

La notte comincia ad essere lunga e MC vede un sacco di Bette passare che poi in realtà si scoprono essere ragazzi esili e con una cadenza a 120 rpm. Senza esserci presi nessuna droga proviamo l’esperienza dell’allucinazione collettiva e tutti quanti vediamo un panda. Seduto. In macchina.

La scure del Dem comincia a mietere vittime. Torniamo – purtroppo – a Cortina in 5. Un Alessandro con noi. Il panda invece, resta lì.

A Col Gallina sarà una giornata lunga, ma vediamo passare tutti. Sono passati tanti chilometri da misurina (una 50ina più o meno, come dicevo non siamo più in grado di fare calcoli precisi) e non abbiamo idea di come stiano tutti. Ci arrivano informazioni frammentarie e racconti di terrore (esempio: ho visto la Betta, aveva gli occhi rossi grossi come due palle da tennis, secondo me si è ritirata).

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Angelo lungo il sentiero

Hayden Hawks arriva che il ristoro ancora non è pronto e noi ci stiamo stropicciando gli occhi. Passano le prime donne e il primo dei nostri ad arrivare subito dopo la Gallagher è Jimbrosini. È la prima volta che lo vediamo arrivare fresco e non sfatto, senza nessuna scritta in faccia. A Cimabanche si è addirittura cambiato. Sembra uno serio.

Stavolta invece che scommettere ripetute (cioè, ma chi, sano di mente, metterebbe in posta delle ripetute?) il Coach scommette birre sul suo tempo di arrivo. Dovrà poi pagarle.

Arrivano in molti. Svariati Alessandri (non me ne vogliate, vi conosco da troppo poco per ricordarmi i vostri dati anagrafici), qualche Andrea, Angelo, Marcello… insomma, arrivano tutti e il Coach li convince che mancano solo 20 chilometri (che poi risulteranno essere tipo 28) e un paio di strappi. Sappiamo tutti che la prossima salita è un palo nei denti ma non si può far niente di diverso dal mentire. Partono tutti convinti e rincuorati.

Nel frattempo MC ed io stiamo curando la nostra abbronzatura.

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Ecco cosa succedeva mentre noi eravamo a prendere il sole.

Manca la Betta. Non l’abbiamo vista bene e ci sono arrivate notizie che la situazione non è migliorata con il passare del tempo. Il Coach sta ripassando a mente il discorso che dovrà fare per farla continuare. MC ed io partiamo per andarle incontro ed ecco che arriva. Testa e piedi sono andati.

Il Coach le parla, le da una previsione di arrivo e lei prende e riparte. Questi ragazzi credono veramente a tutto ciò che dice il Coach. Sono matti.

Avevo detto che non avrei parlato di arrivi trionfali in piazza Di Bona e mantengo la parola. Ti basti sapere che alla fine, sono arrivati tutti.

Assistere ad una gara è un’esperienza che consiglierei di fare a chiunque. Su svariate ore di gara sono solo pochi minuti che si passano con chi corre, ma sono momenti di qualità. Basta un gesto semplice come un applauso o riempire le borracce per far sentire importante chi corre. In quel momento lui è il primo per te.

Certo, non potrai andare in giro per Cortina con lo smanicato da Finisher e tutti guardando la tua abbronzatura penseranno che sei stato sdraiato su un prato a prendere il sole, (che poi in parte è anche vero) ma basta un grazie sincero a ricordarti quanto sia importante, a volte, esserci.

Crewing it’s a serious thing

abbronzatura post LUT per MC
La tipica abbronzatura che contraddistingue la DU crew

 

10 cose che vorresti sapere per la tua prossima LUT

  • Il Buff sta male a tutti. Se mai ci fosse stata una possibilità di inserzione/collaborazione con questo marchio ce la siamo giocata. Scusa Davide.
  • Gli split shorts stanno male a tutti, ed infatti non li indossava nessuno.
  • Il lago di misurina è un posto bellissimo per vedere l’alba. Invece che vederlo durante la Lut, ti consiglio di portarci una bella ragazza (o bel ragazzo) a scambiarvi dei limoni.
  • La moda del momento è la giacca “plaid”. Che MC ha scoperto non essere una parola solo piemontese.
  • A cortina tutti i bar aprono alle 7,30. I migliori alle 9.15.
  • Non incitare la Wolf, ti ucciderà con lo sguardo, poi supererà tutte e vincerà.
  • Per fare assistenza ricordati di portare: spazzolino, crema solare totale e soprattutto abbigliamento da spedizione in quota.
  • Se hai corso con un partner (morosa/o, amica/o, etc) e non vi siete parlati per gli ultimi 20 chilometri perché correvate insieme ai vostri mostri, ricordatevi di prenderlo per mano a qualche metro dell’arrivo.
  • Il Coach sa tutti i modi più fichi per incitare in inglese. Con accento della Squaw Valley. È inoltre bravissimo a mentire su km mancanti/percorsi e orari di arrivo previsti.
  • Se Avril lavigne avesse corso sarebbe stata Kelly Wolf.

Eva

 

 

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