FKT

L’acronimo di Fastest Known Time non ha trovato (ancora) grande spazio nella cultura del running italiano. Forse perché è ancora poco conosciuto e forse perché appare come un’idea scostata dalla nostra tradizione corale di agonismo, quella delle grandi masse.

Eppure le traversate in quota e i record di ascesa e discesa ai /dai picchi delle Alpi sono stati nel nostro DNA fin da quando l’alpinismo leggero ha iniziato a passare il testimone agli skyrunner più folli, che si cimentavano in sfide contro il cronometro nel raggiungere la cima di questa o quella montagna.

FKT significa proprio questo, registrare il miglior tempo percorrendo una traccia prestabilita: non c’è competizione attiva perché si tratta di sforzi in solitaria, non c’è l’organizzazione di gara che ti fornisce aiuto (anche se vedremo che ci sono dei casi simili), non c’è pubblico.

Ah, non c’è neanche il premio finisher, e generalmente poco course marking: dipende dai casi ovviamente.

Una cosa c’è: la classifica dei tempi nelle varie percorrenze e a seconda delle tipologie di supporto.

Come tutte le discipline, anche quella del FKT ha le sue linee guida, sia sui percorsi che sugli svolgimenti.

Percorso

  • per essere eleggibile a diventare FKT deve essere sufficientemente caratteristico così che altri possano essere interessati a ripeterlo. Deve avere una storia, o quanto meno un particolare significato nella sua percorrenza.
  • deve essere percorribile tutto l’anno (o in gran parte dell’anno per le tracce che presentano neve per diversi mesi) senza impedimenti strutturali quali proprietà private o vincoli di passaggio.
  • non ha limiti di distanza o tipologia: un percorso può avere senso e carattere tanto in 15 km che in 200. Sia su strada che sentiero, o fuori traccia anche per le rotte wild.
  • può essere la traccia di una gara ma ha poco senso visto che in gara i concorrenti percorrono la traccia con molte più agevolazioni di chi la fa in solitaria (balisaggio, per dirne una).
  • può essere attraversato in entrambi i sensi, dando origine quindi a due FKT diversi (traccia tradizionale e in senso inverso, come viene fatto spesso sull’ Appalachian Trail o il Pacific Crest Trail negli States).

Svolgimento

  • deve essere attuato con corsa ed escursionismo. Esistono attraversate in bici, o attraversate multi sport (corsa-arrampicata o bici-corsa) ma running / hiking devono coprire più del 50% del percorso.
  • come in gara non ha stop al tempo: niente pause. Il crono parte all’inizio della traccia e si ferma al suo termine, si parla quindi di real time e non di ‘tempo in movimento’.
  • può essere fatto singolarmente o in team (più persone che partono e arrivano assieme percorrendo tutto il percorso), e a far gli anali si finisce in categorie separate ai fini della classifica dei risultati.
  • Può avere diversi metodi
    • supportato (supported) significa che si viene seguiti da una crew che può fornire aiuto lungo il percorso. Passare una singola borraccia in 50 km o preparare al runner 10 ristori in 10 km valgono allo stesso modo. Vale anche passare e prendere equipaggiamento al/dal runner. Qualsiasi tipo di supporto rende il tentativo supported, anche avere uno o più pacers.
    • auto-supportato (self-supported) significa che il runner o il team può appoggiarsi a vari tipi di aiuto lungo il percorso: fermarsi in un rifugio o comprare qualcosa in un bar. Farsi preparare dei panini dalla fidanzata in un bar sul percorso NON è self supported. Fermarsi al Bar Sport per acquistare una bottiglietta d’acqua e un sacchetto di patatine invece sì.
    • non supportato (unsupported) significa che si affronta la traccia in autonomia e ci si porta tutto dietro, dall’inizio alla fine. Solo per l’acqua si fanno eccezioni ma deve essere raccolta da fonti naturali o al massimo fontane pubbliche. Anche per un team è possibile completare un FKT fin tanto che queste condizioni vengano rispettate.

Qualche route esiste già in italia, citiamo dei percorsi come la famosa ascesa del Monte Bianco di Kilian Jornet nel 2013, quella del Piz Boè di Stian Angermund-Vik nel 2018 o l’FKT dell’ Ortles di Marco de Gasperi nel 2015.

Nulla toglie che i percorsi possono essere confezionati al nuovo, con criterio, e sottoposti al sito FastestKnownTime.com per essere registrati e ufficializzati worldwide (un paio di membri della DU family lo hanno già fatto con la Ortogonale1 nel Vicentino e la Meran Waalwege nel Meranese). Così facendo la rete degli FKT potrà crescere e diventare oggetto di stimolo e motivazione per obiettivi indipendenti dalle gare .

C’è chi ne sta già preparando nell’Oregon Italiano, chi propone strani cammini nella Liguria meno conosciuta e chi vicino ad Ivrea è pronto a snocciolare percorsi attraverso panorami da panico. La palla passa a voi e alla vostra fantasia.

Qui sotto trovate form da compilare con il vostro FKT: vogliamo piano piano costruire un archivio corposo, quindi datevi da fare.

FKT Form

FKT Archive